Esercitate “l’ascolto profondo” quando una persona si apre a noi.

Le frasi da evitare quando ci si confronta con una persona che soffre di sintomi ansiosi.

Quando una persona che soffre di un disturbo ansioso, si confida con qualcuno, spesso riceve commenti innocui, fatti sicuramente in buona fede, ma che denotano l’incomprensione di cosa stia realmente provando quella persona. Ascoltiamo quella persona in modo empatico, partecipando emozionalmente con lei dei suoi disagi. L’aiuto che essa riceverà sarà proporzionale alla capacità di ascolto profondo e di partecipazione empatica che riusciremo a mettere in gioco.

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La tecnica dei cinque perché

La tecnica dei 5 perché è molto utile per innescare un cambiamento positivo sia nella vita, sia nella professione.

Se usiamo questa tecnica con onestà intellettuale, ci saranno subito molto chiari i temi che dobbiamo affrontare con più urgenza. Malgrado l’apparente semplicità questo esercizio è molto potente e scava realmente a fondo, soprattutto quando parliamo di blocchi psicologici e insicurezze.

Questa è solo una delle tante tecniche che ho utilizzato su una cantante inglese di fama mondiale che aveva deciso di non voler più esibirsi in pubblico a causa della paura che l’attanagliava ogni qualvolta saliva sul palco. Ora, fortunatamente per noi, possiamo godere della sua splendida voce nei tour mondiali che periodicamente il suo staff organizza per lei. Ovviamente il lavoro su di lei non si è limitato a questa tecnica, ho utilizzato numerose strategie per aumentare la sua autostima e “sbloccarla dai limiti che le impedivano di svolgere con serenità il lavoro che le piaceva e per la quale tanto della sua vita e del suo privato aveva sacrificato.

Tutto inizia con la definizione del problema attuale.

Poniti prima di tutto la domanda su che cosa ti crea difficoltà in questo momento: Che cosa ti blocca o ti sta impedendo di trovare la tua dimensione?

Dopodiché, procedi con i 5 perché e inizia a chiederti: Perché questa situazione mi mette in difficoltà?

Vedrai che dopo il secondo “perché” inizieranno a emergere i temi caldi della tua vita, e che arrivare al numero 5 presuppone una notevole introspezione e capacità di insight.

Questo semplice esercizio è però di un’efficacia devastante nel far venire al pettine tutti i nodi più difficoltosi.

Dopo queste domande inizierai a capire dove devi agire, che cosa ti manca e quali sono i prossimi passi nella tua strategia di vita e di carriera.

NB: un life & mental coach, non vuole e non deve assolutamente cambiare o stravolgere la tua vita, il suo compito è rivolto più che altro ad eliminare le convinzioni limitanti, molto spesso autoimposte, che ti impediscono di raggiungere gli obbiettivi che desideri ottenere nella vita e nella carriera.

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Tra il DIRE e il FARE

Il Problem Solving alla portata di tutti

Una volta dissi ad una famosa artista che aveva problemi riguardo ad una nota trasmissione televisiva che conduceva:

“Se non sei parte della soluzione, allora sei parte del problema”.

Imparò da subito la lezione e mise in pratica questi consigli…Oggi il suo programma TV ha uno dei più alti indici di share.

❌ “𝗠𝗮𝗶 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲”.

La proattività nel cercare soluzioni è tra le soft skills più apprezzate dalle aziende e, a prescindere da ruoli e responsabilità, dovresti coltivarla.

Apprendere ed allenare alcune abilità di problem solving è un esercizio alla portata di tutti.

🔔 Personalmente mi è sempre stata utile la tecnica 𝑭.𝑨.𝑹.𝑬. che racchiude le 4 fasi chiave del Problem Solving:

1️⃣ FOCALIZZARE – Definiamo il problema, oppure il principale tra un elenco di problemi;

2️⃣ ANALIZZARE – Decidiamo cos’è necessario sapere, raccogliamo dati e determiniamo le criticità;

3️⃣ RISOLVERE – Definiamo una o più soluzioni e sviluppiamo un piano di attuazione;

4️⃣ ESEGUIRE – Mettiamo in atto il piano definito, monitoriamo i risultati ed implementiamo le azioni.

💡 Si tratta, come sempre, di affrontare le cose per gradi e nel modo giusto …

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IL PARAGONE NON SI BUTTA MAI

Il paragone è una grande occasione se lo usiamo in modo produttivo.

Capita che ne facciamo, sia professionali che personali, a lavoro con colleghe e colleghi, a casa tra modus operandi di una famiglia e la nostra.

Ci scappa di osservare come una questione, procedura, processo vengono trattati e così parte più frequentemente la critica

“io non lo farei mai così”.

Mettiamo subito in chiaro: il paragone non è il male.

📌 Il male è quando:

1. ci ergiamo a guru, pezzi migliori di tizia e caio

2. ci massacriamo a mali pensieri perché non saremo mai bravi come tizia e caio

Questo è il male!

Metterci un’etichetta di miglior e peggior del cucuzzaro.

Il nostro ESSERE è fatto dai nostri FARE e ognuno è legittimato a esercitare il proprio modo.

📌 Il paragone è una grande occasione se lo usiamo in modo produttivo, come feedback personale, autovalutazione di cosa stiamo facendo e potremmo fare diversamente. Non meglio o peggio, ma diversamente efficace, diversamente efficiente.

📌 Il paragone serve a capire se possiamo condividere una procedura che potrebbe semplificare la vita altrui senza diventare star, o potremmo guarda un po’… apprendere un modo più rapido e funzionale per raggiungere il nostro obiettivo senza che il nostro senso di autoefficacia, il nostro ESSERE ne esca scalfito. Anzi, al contrario, si arricchisca!

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Stiamo nel cuore 💖

Nel caso tu perda la via, segui la mappa. Ricordati, tu sei qui 📍Perché, per invocare la Pace, dobbiamo essere noi, per primi, Pace ☮️

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Lavorare e migliorare se stessi si può con l’aiuto di un buon life & mental coach

Creare cause e condizioni per cambiare la propria vita.

Per poter “lavorare su se stessi” e sulla propria trasformazione è importante creare delle cause e delle condizioni che ci possono permettere di ottenere gli effetti desiderati.


Il primo punto è creare le condizioni (per mezzo di tecniche, esercizi e lo studio di sé), per il corretto apprendimento:


1. Non si può apprendere se la mente e il cuore sono come dei vasi chiusi: non entra e non esce nulla.
2. Non si può apprendere se la mente e il cuore sono come dei vasi bucati: anche se assimili qualcosa sul momento, subito dopo non rimane più nulla (mancanza di attenzione – memoria – volontà).
3. Non si può apprendere se la mente e il cuore sono come dei vasi sporchi: tutto quello che si riceve si mischia alla nostra confusione, ai nostri sogni, all’immaginazione passiva, alle emozioni negative e alle nostre aspettative. E’ come versare del vino buono in una botte con un fondo di aceto; tutto il vino si trasformerà in aceto.

La comprensione, nel nostro sistema, implica il corretto funzionamento, collegamento ed armonia fra le varie intelligenze del sistema corpo-coscienza; questo significa in sintesi che il centro intellettuale deve essere collegato con il centro emozionale e con il centro fisico-istintivo-motorio, e il tutto gestito armonicamente dal nostro Essere interiore.

Il secondo passo è imparare a separare la falsa personalità/ego/immagine (la nostra parte falsa), dall’Essenza (la nostra parte reale).

Il terzo passo è:


1. Lo studio di sé e del proprio funzionamento.
2. Lo studio dei quattro stati di coscienza: sonno, veglia, coscienza di sé, coscienza oggettiva.
3. Lo studio delle funzioni (intellettuale-emozionale-istintiva-motoria-sessuale).
4. Lo studio e il lavoro sui difetti della macchina-corpo: mancanza di attenzione e memoria; mancanza di uno stato di coscienza di sé; l’identificazione; l’immaginazione negativa; le emozioni negative; il mentire a se stessi; la frammentazione interiore e la mancanza di un “Io” reale; la mancanza di volontà cosciente; la mancanza di amore cosciente; la mancanza di un pensare libero e cosciente, ecc.
5. Lo sviluppo dei centri e delle funzioni superiori ( ancora, anche in questo caso, possiamo parlare di obbiettivi e di forza di volontà )

Riflessione: è interessante notare come pochissime persone cerchino di comprendere se stesse, in relazione alla propria vita. E’ altresì curioso, quando ci definiamo degli “esseri razionali” dotati di ragione e sentimento. Se una persona ha il coraggio di osservarsi per alcuni mesi senza mentire a se stessa, e di notare i propri comportamenti, potrà osservare che:


•Siamo poco coscienti di ciò che pensiamo, e del perché lo pensiamo.
•Siamo poco coscienti di ciò che facciamo, e del perché lo facciamo.
•Siamo poco coscienti di ciò che diciamo, e del perché lo diciamo.
•Siamo poco coscienti dei nostri sentimenti reali e profondi, ma solo di una serie di emozioni superficiali che cambiano al variare delle circostanze, e quindi: viviamo come delle bandiere che cambiano direzione, a seconda del vento che tira, senza avere un punto fermo o delle radici solide in noi stessi.
•Non siamo coscienti di chi siamo e di cosa vogliamo davvero; non siamo coscienti di dove stiamo andando e di dove sta andando la nostra vita. Siamo senza un “centro di gravità”.
•Non siamo coscienti delle nostre contraddizioni interiori: la testa è in conflitto con il cuore, il cuore è in conflitto con la parola, e la parola con le nostre azioni.
•Non siamo coscienti del nostro mentire a noi stessi, e di tutte le nostre giustificazioni e razionalizzazioni che utilizziamo per adattare la “realtà alle nostre illusioni”.
•Non siamo coscienti di come usiamo gli altri per ottenere amore, attenzione e riconoscimento.
•Non siamo coscienti che quello che chiamiamo amore, è in realtà, più attaccamento e paura di essere abbandonati, che amore.
•Non siamo coscienti che quello che chiamiamo pensare, non è un pensare cosciente ed attivo, ma un pensare “meccanico” e “condizionato”. Non siamo coscienti che questo non corrisponde al nostro pensare creativo e consapevole, ma piuttosto a un database copia-incolla, totalmente automatico che opera senza la partecipazione della nostra stessa attenzione-coscienza. Osservate quanti pensieri – non richiesti – vanno e vengono nella nostra mente. Dunque, chi è che pensa? Oppure, i pensieri si formano autonomamente senza che ci sia qualcuno a pensarli e a dirigerli consapevolmente?
•Non siamo coscienti di quanto le nostre decisioni siano condizionate dalla paura del giudizio degli altri e dalle nostre stesse paure e condizionamenti.
•Non siamo sufficientemente coscienti della sofferenza che provochiamo a noi stessi e agli altri.
•Non siamo coscienti del fatto che viviamo la nostra vita “assenti da noi stessi” e che passiamo da un’identificazione a un’altra senza rendercene conto.
•Non vediamo tutte le emozioni negative che creiamo a causa dei sogni ad occhi aperti o “film” personali che tendiamo a proiettare sul nostro futuro. In questo caso, il nostro futuro sarà solo una copia del nostro passato, perché noi rimaniamo sempre gli stessi.


Dopo aver osservato sinceramente e compreso lo stato di fatto delle cose, ora possiamo prendere delle decisioni reali:

1. Rimanere così come siamo.
2. Non decidere.
3. Decidere di fare qualcosa per cambiare il proprio stato.

Se hai deciso di non cambiare, o di non prendere una decisione, allora il problema non si pone, ma se hai deciso di fare qualcosa per te stesso, ecco altre domande alle quali poter rispondere:

1. Cambiare cosa?
2. Cambiare come?
3. Cambiare quando?
4. Cambiare perché?

Per essere in grado di rispondere a queste domande, abbiamo bisogno di un metodo completo e di una profonda conoscenza dell’essere umano, adatta allo scopo.


Questo è il primo passo verso una Via di evoluzione e di cambiamento.
Il secondo passo è la formulazione di intenzioni e di motivazioni concrete, corrette, positive e possibili, tenendo conto di aver visto e compreso:


1. Di come siamo e di come stiamo funzionando.
2. Di come potremmo diventare e funzionare diversamente.


La presa di coscienza di se stessi opera nel campo delle “possibilità di sviluppo delle proprie funzioni interiori e della Coscienza di Sé; questo significa che non si vede l’uomo come un essere debole e ammalato, ma più semplicemente, come a uno che non conosce ancora se stesso e il proprio funzionamento perché nessuno glielo ha mai spiegato. Purtroppo non si nasce con un libretto d’istruzioni e di manutenzione.
Un invito alla riflessione: “L’uomo è così inconsapevole e diviso al suo interno che non si rende conto di pensare una cosa, di sentirne un‘altra, di dirne una quarta, e di fare poi tutto il contrario di ciò che aveva deciso in precedenza. Non se ne accorge nemmeno, tanto egli è addormentato. Ed è proprio questo suo stato di “sonno” che gli permette di continuare così, senza porsi il minimo problema o dubbio sulla sua coerenza o affidabilità, nei confronti di se stesso e degli altri”.
Dal punto di vista pratico, il lavoro si basa su incontri di formazione interiore, strutturati principalmente su sedute individuali, dal vivo o tramite video chiamate. Ovviamente poi ci sono i seminari, i workshop, i vari laboratori pratici e teorici ma, essendo, ognuno di noi, un “sistema complesso unico ed irripetibile” il vero lavoro su se stessi può essere svolto solo individualmente tra coach e cliente.

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Dove stai vivendo? Nulla esiste tranne il qui e ora. Prova a vivere nel presente!

Se si è depressi, si vive nel passato. Se siete ansiosi, si vive nel futuro. Se si è in pace, si vive nel presente.

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Vittime innocenti di una guerra insensata

Innocenti, uomini, donne, bambini e si, anche animali

Il rifugio “Best Friends” a Makariv è stato colpito ieri da un ordigno esplosivo, alcuni animali sono scappati, gli altri sono molto stressati e agitati.

I volontari dal rifugio, ancora dentro, non intendono abbandonarli anche se i bombardamenti sono ancora in corso nelle aree vicine. La direttrice del canile municipale di Kiev, Natasha Mazur, medico veterinario, giorno per giorno si sta spostando nelle varie cliniche per dare soccorso e assistenza più animali possibile.

Sta cercando di recuperare cibo da negozi di animali che hanno ancora rifornimenti. Oggi per il secondo giorno consecutivo non sono riusciti a raggiungere il rifugio di Borodianets, ma conferma che gli animali stanno bene, così come quelli nei distretti di Desnyansky e Podilskiy.
Sono alcuni degli aggiornamenti diffusi da Oipa International (Organizzazione internazionale protezione animali) che ha mandato i primi aiuti economici all’associazione Sava’s Safe Haven (Romania), attiva al confine nell’accoglienza dei profughi ucraini con animali al seguito. Altri bonifici arriveranno alle altre leghe-membro in Ucraina e nei Paesi confinanti che stanno soccorrendo gli animali.
“Ringraziamo di cuore tutte le persone che ci stanno mandando aiuti in questa tragedia che colpisce gravemente anche gli animali, con o senza famiglia”, dichiara la responsabile Relazioni internazionali di Oipa International, Valentina Bagnato.

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Psicopatologie di guerra. Come combatterle e trasformarle!

Con l’espressione psicopatologie di guerra viene indicato l’insieme delle manifestazioni psichiche patologiche individuali e collettive, a comparsa immediata o tardiva, e con evoluzione transitoria o duratura, che abbiano una diretta, se non esclusiva, relazione con avvenimenti eccezionali di guerra, proprio come sta accadendo ora a causa della guerra in Ucraina 🇺🇦.

I disturbi psicopatologici si manifestano normalmente in concomitanza col combattimento. Essi possono comparire sia all’inizio del conflitto, quando la tensione accumulata durante l’attesa diventa intollerabile, sia mentre il conflitto è nel suo pieno svolgimento. Di grande importanza in questo senso è il ruolo dell’accumularsi delle emozioni, che in alcuni casi particolari può spiegare la comparsa ritardata di certe reazioni: il tempo di latenza può durare mesi o anni, a seconda delle modalità traumatiche.

Malgrado la situazione sia realmente drammatica, se vogliamo portare un nostro, seppur minimo contributo alla cessazione della guerra, dobbiamo necessariamente, trovare in noi stessi un punto di distacco emotivo, da non confondersi con uno stato di “menefreghismo”.

Questo è assai più vero per le persone naturalmente empatiche o HSP ( persone altamente sensibili e vulnerabili ).

I Consigli per combattere l’ansia da guerra.

Per combattere e superare l’ansia da guerra e più in generale qualsiasi stato ansioso è fondamentale seguire uno stile di vita sano e adottare alcune strategie

✅ Concedersi 7/8 ore di sonno, andando a letto e risvegliandosi pressapoco alla stessa ora.

✅ Prendersi delle pause dai media e dai mezzi d’informazione non è “ menefreghismo” ma ci può aiutare a “staccare la presa” della nostra mente dagli accadimenti negativi che accadono nel mondo.

✅ Tenersi informati di certo, ma sapendo centellinare il tempo che dedichiamo all’ascolto delle notizie.

✅ Uscire di casa se ci è possibile. Un bosco, un parco o comunque una zona anche urbana dove sia possibile stare a contatto con la natura, rilassa corpo e mente.

✅ Evitare di parlare sempre di ciò che sta accadendo o di circondarsi di persone che tendono, per natura a farlo è indispensabile affinché non veniate travolti dall’ansia e dalla paura

✅ concedetevi del tempo per voi. Una doccia calda o un bagno rilassante sono ottimi rimedi per sciogliere i nostri blocchi mentali. Anche un buon libro o un film non troppo “impegnativo” sortiscono effetti simili.

✅ Fare pasti sani, leggeri e regolari

Privilegiare frutta, verdura e cibi freschi, ricchi di vitamine e micronutrienti essenziali per l’organismo.

Evitare di mangiare in preda al nervosismo e assolutamente, evitate di sedervi a tavola con la TV sintonizzata su un TG

Non eccedere con dolci e snack fuori pasto

✅ Praticare tecniche di rilassamento.

Saper appoggiare la propria attenzione sul nostro respiro aiuta la nostra mente a passare da uno stato di onde Beta ad uno stato di onde Theta producendo in noi un naturale senso di benessere generalizzato. Anche la recitazione di un mantra è più che consigliabile.

✅ Se proprio non riuscite a stabilizzare o controllare l’ansia, parlatene con uno specialista.

Conclusioni

È molto importante per il nostro benessere psicofisico ed emozionale trovare delle “vie di fuga” che ci permettano di non essere letteralmente travolti da un ansia che, seppur giustificata dagli attuali eventi, non deve portarci a stati patologici che porterebbero un disequilibrio in grado di annientare la nostra mente. In questo particolare, terribile momento storico, è essenziale mantenere un certo grado di lucidità mentale che potrebbe, come scrivevo poco sopra, permetterci di essere realmente d’aiuto a noi stessi e agli altri.

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Parti da te stesso per migliorare la tua realtà.

Non importa chi sei, non importa quello che hai fatto, non importa da dove sei venuto, si può sempre cambiare, puoi sempre diventare una versione migliore di te stesso.

Ogni qualvolta cerchi di essere migliore di quello che sei, anche tutto quanto ti circonda diventa, automaticamente, migliore.

Per migliorarti, qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia

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