27 Dicembre vaccino Day

27 dicembre, il giorno della speranza 🌈

Tanti giorni distanziati, distaccati, isolati, divisi gli uni dagli altri. Divisi dalla nostra umanità, da noi stessi, dal nostro istinto di aggregazione. Affamati, tanto affamati di contatto umano. Oggi possiamo cominciare a sperare quello che fino a ieri sognavamo. Strade piene di gente, mani che si stringono forte, pacche sulle spalle ma soprattutto abbracci, tanti abbracci ma di quelli veri però, di quelli che scaturiscono dal cuore e vanno ad accarezzare le pieghe dell’anima. Io ci credo, ci voglio credere. Come dice Selvaggia Lucarelli, il vaccino me lo bevo come uno shortino!

Tutto il mio essere ha bisogno di abbracci, tutto il mio cuore ha la necessità di non dover più fare la conta dei morti, dei ricoverati, dei dimessi, dei nuovi contagiati e se nel vaccino c’è un microchip? Il 5G? Un impianto alieno? Beh, direi proprio un sonoro: “chi se ne frega”

VACCINO, LA NOSTRA SPERANZA

Alcune volte, non troppe a dire il vero sono stato bersagliato nella vita:
troppo piccolo
troppo magro
troppi brufoli
troppo…
ora, sono stato insultato per via della mia convizione che bisogna fare il vaccino..la differenza, dalle altre situazioni, è che questa non mi ferisce..mi rattrista solo molto.

Ma ragazzi, c’è una cosa positiva in tutto questo, mi sembra di capire leggendo i commenti sotto le foto dei primi vaccinati che un sacco di gente non si vaccinerà perché “sono cavie, Soros, chissà cosa c’è nella siringa, il 5g, meditate gggggente!”.
Questa è una bellissima notizia per noi altri. La fila per le vaccinazioni si accorcia, clamorosamente sfoltita dalla coglionaggine altrui.
Evviva!

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