Una leggenda popolare dei nativi americani.

La saggezza degli antichi popoli

La vita ci spinge costantemente a fare dei cambiamenti, a volte però è difficile trovare il coraggio per intraprendere una nuova strada o semplicemente che accettare che ci siano degli ostacoli da superare. Una leggenda popolare indiana, ci spiega come spiccare il volo.

Schematizziamo tutto, facciamo i nostri piani, progetti ma poi tutto non va secondo le nostre regole. Perché? Perché la vita è un meraviglioso caos e non possiamo sapere con largo anticipo ciò che ci succederà. Però, possiamo essere protagonisti del nostro cambiamento, del rinnovamento dello spirito e imparare che gli ostacoli vanno affrontati a muso duro.

Quante volte ci siamo trovati davanti a un bivio? Davanti a noi c’è l’incertezza, indietro un angolino sicuro in cui rifugiarci. Allora passiamo le nostre giornate a pensare: rischiare o non rischiare?

Decidere di interrompere una storia d’amore che non va più, cambiare lavoro, trasferirsi in un’altra città etc etc, sono tutte scelte che portano con sé gioie e dolori. Ma dobbiamo imparare ad affrontarle, proprio come fa l’aquila che in una bellissima leggenda popolare indiana, ad un certo punto si ritrova a dover prendere una decisione difficile per poter continuare a vivere e volare.

Una leggenda popolare indiana dice che l’aquila vive fino a 70 anni.Ma perché ciò possa accadere, intorno ai 40 anni, deve prendere una decisione difficile. A questa età i suoi artigli sono lunghi e flessibili, e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre. Il suo becco, allungato e appuntito, si incurva. Le ali, invecchiate e appesantite dalle penne assai ingrossate, puntano contro il petto.

Volare è ormai difficile.

L’aquila ha solo due alternative: lasciarsi morire o affrontare un doloroso processo di rinnovamento, lungo ben 150 giorni.

Se decide per la seconda opzione, l’aquila vola allora in cima a una montagna e si ritira su un nido inaccessibile, addossato a una parete rocciosa, un luogo da cui potrà fare ritorno con un volo piano e sicuro. Qui l’aquila comincia a sbattere il becco sulla parete fino a staccarlo, affrontando con coraggio il dolore di tale operazione.

Passate alcune settimane, le ricresce un nuovo becco. Con questo, strappa uno a uno, incurante del dolore, i vecchi artigli. Quando ricrescono i nuovi artigli, con questi e con il becco, strappa dal suo corpo tutte le penne, una ad una.

Quando rinascono le nuove penne la nuova aquila si lancia sicura nel volo di rinnovamento e ricomincia a vivere per altri 30 anni.

Cosa ci insegna questa leggenda?

Il processo di cambiamento e di rinnovamento dell’aquila è molto simile a ciò che può succedere ad ognuno di noi. Arrivano dei momenti nella vita in cui è necessario cambiare, rinascere. Senza paura, bisogna intraprendere delle sfide anche se ciò comporta un momento di transizione che non è mai privo di dolore. Ma senza questo cambiamento non possiamo diventare ciò che desideriamo essere.

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Perché è importante la biodiversità?

Voci fuori dal coro, voci che si alzano per difendere l’unica casa che abbiamo

La biodiversità rafforza la produttività di un qualsiasi ecosistema (di un suolo agricolo, di una foresta, di un lago, e via dicendo).

Infatti è stato dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali.

Ciascuna specie, poco importa se piccola o grande, riveste e svolge un ruolo specifico nell’ecosistema in cui vive e proprio in virtù del suo ruolo aiuta l’ecosistema a mantenere i suoi equilibri vitali. Anche una specie che non è a rischio su scala mondiale può avere un ruolo essenziale su scala locale. La sua diminuzione a questa scala avrà un impatto per la stabilità dell’habitat. Per esempio, una più vasta varietà di specie significa una più vasta varietà di colture, una maggiore diversità di specie assicura la naturale sostenibilità di tutte le forme di vita, un ecosistema in buona salute sopporta meglio un disturbo, una malattia o un’intemperie, e reagisce meglio.La biodiversità, oltre al valore per se, è importante anche perché è fonte per l’uomo di beni, risorse e servizi: i cosiddetti servizi ecosistemici. Di questi servizi, che gli specialisti classificano in servizi di supporto, di fornitura, di regolazione e culturali, beneficiano direttamente o indirettamente tutte le comunità umane, animali e vegetali del pianeta.Gli stessi servizi hanno un ruolo chiave nella costruzione dell’economia delle comunità umane e degli Stati. Ad esempio, la biodiversità vegetale, sia nelle piante coltivate sia selvatiche, costituisce la base dell’agricoltura, consentendo la produzione di cibo e contribuendo alla salute e alla nutrizione di tutta la popolazione mondiale.

Oltre un terzo degli alimenti umani – dai frutti ai semi ai vegetali – verrebbe meno se non ci fossero gli impollinatori (api, vespe, farfalle, mosche, ma anche uccelli e pipistrelli), i quali, visitando i fiori, trasportano il polline delle antere maschili sullo stigma dell’organo femminile, dando luogo alla fertilizzazione. Ci sono 130 mila piante a cui le api sono essenziali per l’impollinazione. Purtroppo le api stanno subendo un declino drammatico in questi ultimi anni, per via della distruzione e degradazione degli habitat, di alcune malattie, dei trattamenti antiparassitari e dell’utilizzo di erbicidi in agricoltura. Alcune ricerche in corso ipotizzano anche un’influenza delle onde elettromagnetiche, sempre più in aumento per via dei ripetitori di telefonia mobile. Pare che le radiazioni interferiscano con il sistema di orientamento degli insetti, impedendo loro di rintracciare la via dell’arnia e portandoli a disperdersi e morire altrove.Le risorse genetiche hanno consentito in passato il miglioramento delle specie coltivate e allevate e continueranno a svolgere in futuro questa loro funzione. Tale variabilità consentirà anche di ottenere nuove varietà vegetali da coltivare o animali da allevare e di adattarsi alle mutevoli condizioni climatiche e ambientali.La biodiversità fornisce nutrimento (vegetali e animali), fibre per tessuti (cotone, lana, ecc.), materie prime per la produzione di energia (legno e minerali fossili) ed è la base per i medicinali. La perdita e l’impoverimento della biodiversità ha impatti pesanti sull’economia e sulle società, riducendo la disponibilità di risorse alimentari, energetiche e medicinali. Attualmente il mercato mondiale dei farmaci vale 650 miliardi di dollari e quasi la metà si basa su farmaci tratti, direttamente o indirettamente, dai regni vegetale e animale.

Difendiamo quindi la biodiversità, difendiamo l’ambiente, la nostra Terra.

Come voci fuori dal coro, non stanchiamoci di dissentire contro chi non rispetta l’ambiente.

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Leonard Matlovich e Harvey Milk

Due attivisti per la causa LGBTQ; due grandi esempi di attivismo politico e sociale

Leonard Matlovich ( 6 luglio 1943 -22 giugno 1988) è noto per le sue battaglie per l’affermazione dei diritti LGBT ed in particolare contro l’esclusione degli omosessuali dalle forze armate degli Stati Uniti e per essere stato il primo membro dichiaratamente gay nelle forze armate a fare coming out.

Sulla sua lapide non è registrato il suo nome, in quanto essa vuole rappresentare un monumento dedicato a tutti i soldati gay, non, esclusivamente ad uno soltanto. Nella lapide si legge: “Quando ero nell’esercito, mi hanno dato una medaglia per aver ucciso due uomini e un licenziamento per averne amato uno“.

Insieme ad Harvey Milk ( 22 maggio 1930 – 27 novembre 1978 ) primo componente delle istituzioni statunitensi ( consigliere comunale di S. Francisco), dichiaratamente gay e brutalmente assassinato assieme al sindaco di San Francisco essi rappresentano l’ideale da perseguire nell’attivismo per i diritti della comunità LGBTQ e di tutte quelle minoranze a cui i diritti fondamentali, sono ancora negati.

Se non ti mobiliti per difendere i diritti di qualcuno che in quel momento ne è privato, quando poi intaccheranno i tuoi, nessuno si muoverà per te. E ti ritroverai solo”. -H. Milk-

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