La lettera di Cristina

Riporto testualmente il messaggio che ho ricevuto da una donna, si chiama Cristina.

Non ha avuto una vita semplice Cristina, la vita non è mai semplice.

L’ho letto più e più volte il suo messaggio e ho deciso di non aggiungere altro. Ciò che scrive è già di per se stesso sufficiente. Una cosa però vorrei dirla:

“Quante Cristine ci vorrebbero in più nel mondo, di quante persone, uomini e donne, liberi pensatori, la nostra società avrebbe bisogno per definirsi più inclusiva, empatica, accogliente?”.

Io tifo per Cristina e per quelli come lei.

Anch’io qui, ribadisco che, come Cristina, io sarò sempre dalla parte del più debole, degli oppressi, di chi lotta per i propri diritti, dalla parte di tutte quelle persone che vogliono pari dignità e pari opportunità.

Ecco il suo messaggio (riflettiamoci e facciamone buon uso)

Sono nata in un tempo in cui non si usava il casco per andare in moto,né le cinture di sicurezza in auto.

Sono nata all’estero,per fortuna,altrimenti in Italia,all’epoca mi avrebbero costretto ad usare la destra anziché la mia parte dominante.

Che poi la destra ed io…insomma…😊

Sono nata in un tempo in cui i ruoli sembravano definiti,in cui il rosa era per le bimbe,l’azzurro rigorosamente per i bimbi.

Mi sono adeguata a quelli che erano gli usi correnti,in automatico,senza mettere nulla in discussione.

Non avevo motivo di mettere nulla in discussione.

Poi si cresce.

Si vive e si cambia.

C’è l’obbligo del casco e delle cinture perché salvano vite.

Prima non lo si sapeva,forse,adesso sì.

Non avrei mai messo insieme il viola ed il verde acido,fino a poco tempo fa.

Ora è uno dei miei abbinamenti preferiti.

Non avrei mai messo le scarpe da ginnastica con un pantalone elegante.

Ora sì.

Le mie figlie sono etero,ma che ne so io se tra quindici anni o dopodomani arriva una delle due e mi dice “mamma,mi sono innamorata di Samantha”.

Cosa potrei mai dirle? Che non mi piace il nome Samantha,al più.

Cosa cambierebbe,per me?

Non sarebbe forse la stessa persona che ho messo al mondo,per la quale ho vomitato cinque mesi,che ho allattato,con la quale ho fatto battaglie furiose perché crescerla è stata una fatica immane?

Non sarebbe sempre la persona che amo più di tutti,insieme alla sorella?

Non me lo aspetto,ma d’altra parte non mi aspettavo nemmeno di conoscere una casa circondariale, e ho fatto fronte a tutto.

Tutto può succedere,amici.

Può succedere che ad un omofobo con gli occhi azzurri càpiti un figlio gay con gli occhi castani e,perdinci,gli occhi castani proprio non li tollera,l’omofobo.

Ma resta comunque suo figlio.

Che poi non ho capito una cosa.

Non è che io quando mi presento dico “sono Cristina e sono etero.

Quindi perché Gerardo o Tarsilla dovrebbero,nel caso,presentarsi dichiarando la loro omosessualità?

A me che in quel momento ti sto conoscendo,eventualmente,cosa potrebbe mai cambiare?

niente

Perché ciò che succede nel privato del nostro cuore e delle nostre camere da letto,è privato,appunto.

Mi cambierebbe qualcosa solo se mi si para davanti un idiota,quello sì.

Sono mamma e non c’è stato un solo minuto della mia vita in cui mi sia sentita adeguata per questo ruolo.

Parlo per me ma penso di parlare anche a nome di mio marito.

Siamo una coppia etero che ha messo al mondo due figlie.

Ma sappiamo tutti e quattro quante volte abbiamo sbagliato,da genitori e da figlie,convinti di essere nel giusto.

Quindi no, neanche essere una coppia etero ti dà la certezza di essere un genitore senza macchia e non c’è certezza neanche che i tuoi figli saranno sereni.

Se una questione non ti tocca in prima persona,è sempre tutto facile.

Certo che Freddie Mercury ci ha dato tanto con la sua arte.Ma chi sa quanto abbia dovuto lottare,soffrire,quanto dolore c’era dietro quella voce in un tempo in cui nessuno ti avrebbe difeso,se non quei pochi eletti dotati di empatia,e che sono spesso tacciati di essere buonisti,che non è che la compri su Amazon e neanche nel negozio in centro,l’empatia?

Quindi chiunque stia lottando perché i propri diritti siano certificati,mi avrà al suo fianco”.

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Pubblicato da paolobran

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