Perche odiamo?

Oggi ne approfitto per rispondere ad una domanda posta da Diego Dalla Palma ( che comunque, so per certo, ha già formulato da tempo la sua risposta.

Prendo spunto da una domanda posta da #diegodallapalma. La domanda verte sul perché la gente riversa odio sul prossimo.

Premetto che per me Diego non è solo uno tra i più grandi make-up artist del mondo, non è solo l’azienda di prodotti cosmetici, tra parentesi più che fantastici.

Diego per me rappresenta un esempio, una persona con il “patentino” in regola per insegnarci a vivere in maniera più consapevole.

Ecco la mia risposta.

Ciao Diego, come sai, la mia formazione accademica è antropologia sociologica, ho anche una laurea in psicologia cognitiva che però non pratico, non avendo mai fatto l’anno di praticantato ( non voglio ostentare le mie lauree, conosco contadini, magari meno acculturati di me, ma certamente molto più intelligenti di me)

La questione che sollevi è interessante e dovrebbe spingerci a riflettere. Perché odio? Che vantaggi o svantaggi mi porta questo stato d’animo? Riversare l’odio sugli altri serve alla mia evoluzione quale essere umano? La risposta a tutte queste domande è: assolutamente no!

L’odio, di per se stesso non ci arreca nessun vantaggio, anzi tutt’altro.

La nostra società è basata però, ahimè, su concerti dicotomici, quali io/tu, noi/ gli altri bene/male ecc.

Abbiamo perso il senso profondo dell’interconnessione e del coltivare schemi mentali non dualistici. Questo dato di fatto ci porta, di conseguenza alla deriva dell’ottundimento della reattività che, a sua volta, si manifesta come diminuito interesse per gli altri, senso di distacco e di estraniamento e incapacità di provare emozioni positive ed empatiche. Detto questo, io credo che il vero significato dell’odio, quello riversato sul prossimo, rifletta l’incapacità di soffermarsi e di auto-analizzarsi in profondità. Riversiamo, in poche parole, l’odio sul prossimo, per l’incapacità di affrontare i nostri problemi, i nostri demoni interiori, solo perché ci spaventa, e ci terrorizza tanto, la possibilità di incamminarci verso un percorso interiore di autocoscienza, un percorso che, inutile negarlo, risulta essere, a volte, doloroso.

Senza questo coraggio, senza analisi o autoanalisi però, dobbiamo capire che l’odio si riproduce per partenogenesi, non si ferma mai, scava dentro di noi e ci arreca un danno sia mentale che, alla lunga, anche fisico. Scusa Diego, se posso aver dato l’impressione di voler mettermi in cattedra, cosa che non faccio mai perché, lo sai, non fa parte del mio carattere.

Seguimi se ti va anche su Instagram: @paolo_bran_veneziani

Pubblicato da paolobran

#Coach, #giornalista, #brandambassador, #attualità #notizie, #salute #benessere

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