Lo stato della nostra politica

Tutto questo non è un film….!

Il punto non è se Salvini in persona sia o meno razzista o xenofobo. Proprio no. Il punto è la qualità del dibattito che si genera da ciò che un politico di primo piano comunica ai milioni di persone che lo seguono sui social. “Io non ho mai fatto una campagna contro gli immigrati, il mio problema non è il colore della pelle, il mio problema è la legalità. Io difendo anche i diritti dei 5 milioni di immigrati regolari dai clandestini che vengono solo a spacciare e a delinquere e con cui non vogliamo avere nulla a che fare in Italia” ha ribadito ieri il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Ma sempre ieri, poche ore dopo, ha pubblicato sui suoi canali il video di un uomo che dà in escandescenze davanti ad agenti che faticano a riportarlo alla ragione. Senza fornire alcun dettaglio sulla vicenda, senza potere o voler dare qualche elemento in più per comprendere la dinamica, senza contesto.

Cit. testualmente dal post di Matteo Salvini:

Roma, visibilmente agitato attacca un agente della Polizia Locale. Ma ve l’immaginate uno schifo del genere in un altro Paese del mondo? È questo il rispetto che si dà alle autorità del luogo che ti ospita? Aspettiamo illuminati commenti da sinistra” commenta l’autoproclamato Capitano, aprendo praterie alla barbarie di insulti dei suoi tanti ammiratori”.

Quella di Salvini non è la “denuncia” di un fatto di cronaca

Quella di Salvini non è la “denuncia” di un fatto di cronaca. E’ un messaggio buttato nel calderone dei social senza contesto. Non è normale, non abituiamoci. La politica non è il bar sotto casa, o almeno non dovrebbe esserlo, ancora di più se a mettere nero su bianco certe parole è il segretario del primo partito italiano nei sondaggi (o chi per lui). Quanti episodi paragonabili a quello del video avvengono ogni giorno nelle strade italiane e di qualsiasi paese del mondo? Un’infinità.

Il politico senza scrupoli twitta il video, perché si veda bene “l’ospite violento” e parla di “schifo”.

Di fatto, volenti o nolenti, ci stiamo abituando alla xenofobia, senza nemmeno accorgercene. “Non ha mai fatto una campagna contro gli immigrati”, assicura Salvini. In effetti ha ragione: non è una campagna la sua, sono semi gettati nel terreno, fiammiferi accesi su un mucchio di paglia secca, un post tra le decine di ogni giorno, poi quel che succeda, succeda. Dire che i razzisti sono solo “dei cretini“, come fa spesso il leader leghista, è un modo per minimizzare il problema. Dai politici ci aspettiamo di più, che alzino il livello del confronto. Non che lo affossino. E che magari sappiano fare autocritica quando sbagliano.

Tutto questo accade mentre a Pescara è stato sfregiato un bel murales, commovente, dell’artista IPMAN intitolato “ I can’t breathe” dedicato all’assurdo assassinio di George Floyd -l’uomo a cui è stato strappato l’ultimo respiro dal ginocchio di un mostro disumano

Tutto questo accade mentre un blitz dei Carabinieri del ROS di Roma sgomina “l’ordine ario romano” scritto volutamente in minuscolo ( NdA ). In pratica un gruppo di neofascisti, negazionisti, anti semiti, omofobi e xenofobi, tra l’altro pure ben organizzati sul web, con membri di età che varia dai 26 ai 62 anni. Violenti, incapaci di leggere la storia, le sue implicazioni sociali, antropologiche e politiche.

Capite ora? Comprendete adesso che le parole, quelle d’odio, anche quelle celate dietro un rosario sfoggiato a disprezzo pure della spiritualità, hanno un peso specifico, proporzionato all’audience dell’interlocutore.

Vogliamo politici migliori, vogliamo statisti che hanno a cuore gli interessi di tutti, nessuno escluso.

Vogliamo una politica più onesta, più vera, capace di essere inclusiva e non proiettata a seminare, odio, paura, diffidenza, violenza.

Vogliamo questo tipo di politica e se non l’avremmo, faremo di tutto, qualsiasi cosa, pacificamente ma con determinazione.

Vi prego, se solo, anche in piccola parte siete d’accordo con il mio articolo, diffondetelo, basta ignorare, basta ignoranza.

Seguimi su Instagram: @paolo_bran_veneziani

Pubblicato da paolobran

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