Macerie e resti, ma c’eri e resti!

Cammino, cammino…

percorro gli itinerari della mente e mi capita di inciampare per strada, in un pezzo d’ansia gettato lì a casaccio….forse da me, forse da te.

Il peccato più grande è non vivere….è quella prudenza che ci impedisce di rischiare.

Evitiamo un dispiacere e perdiamo, per un soffio, la felicità.

Che le nostre scelte siano dettate dai nostri più alti desideri e mai dalle nostre paure.

Cammino, cammino….

In fin dei conti che cos’è un passo?

E’ il possibile di fronte al tutto è l’inimmaginabile soffio di quel vento caldo che ci ha spinto avanti, liberi finora…

La nostra vita è una strada da percorrere a piedi….

Camminando si comprende la vita,

camminando si conoscono le persone, camminando si sanano le ferite del giorno prima.

Camminiamo assieme, guardando una stella, ascoltando una voce,

seguendo le orme di sentieri tracciati dai passi di altri, prima di me, prima di te, prima di noi.

Non avevamo mai realmente camminato insieme ed è magico il candore con cui procediamo l’uno accanto all’altro.

Mi sei rimasto accanto, passeggiando tra le schegge di una vita in frantumi. Macerie, resti. Ma c’eri e resti.

Cammino e malgrado le morte stagioni, malgrado le mille cose che non so o che non mi va di sapere…

Malgrado tutto insomma io cammino e so che sei qui.

Io me lo chiedo sai!

Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio, o forse no. Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per potermi ricordare te.

Io voglio sapere….

Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per cosa sospiri e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio e il tuo; se puoi ballare pazzamente e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera.

Voglio sapere se sei capace di deludere un altro essere identico a te stesso, se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi hai fiducia.

Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non é bella tutti i giorni.

Se sei capace di far sorgere la vita con la tua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, tuo e mio e continuare a gridare all’argento di luna piena: SÌ!

Non mi interessa dove abiti e quanti soldi hai, mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due, e fare quel che si deve fare.

Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare qui, voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me e non retrocedere.

Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove, voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.

Voglio sapere se sai che ci sono!

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