Vittorio Feltri

Quando la cultura non va a pari passo con l’intelligenza

Hanno sospeso o ritirato la tessera giornalistica per molto meno. Il problema è il potere e l’ampiezza dell’eco mediatico di quest’essere ignobile. Sarà che io, utopista ormai incurabile, ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere.

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Ignoranza e violenza verbale

Il frutto dell’ ignoranza!

Sono fermamente convinto che il vaccino sia la strada maestra verso la sconfitta di questa pandemia, sono altresì conscio che se la sua distribuzione non avverrà a livello globale, il problema non si risolverà.


In fin dei conti siamo tutti interconnessi
-effetto butterfly-


Mi ritengo anche abbastanza arguto da capire che nelle piazze e nelle manifestazioni di questi ultimi tempi a sfilare, non ci siano stati solo fascisti e “camerati”.
Il punto è che in quelle piazze loro erano presenti e non dovrebbero esserci stati, non dovevano proprio esserci. La loro presenza semplicemente, sudicia, sporca e inzozza ogni cosa o iniziativa che tocca.


Detto questo, mi permetto però di esprimere il mio più totale dissenso verso l’ignoranza che non sa argomentare, che rende talune persone dei manichini manovrabili da mani che muovono i loro fili per alimentare dualismo, odio, sospetto, paura. Si, l’ignoranza mi ha sempre disturbato e non parlo, questo sia chiaro, di assenza di cultura ma di ignoranza. Ho conosciuto persone che non hanno nemmeno finito le elementari ma che si sono dimostrate molto più intelligenti, anche emotivamente, di molti laureati usciti dall’università con tanto di 110 e lode.


Alla mancanza di cultura si pone rimedio, al l’ignoranza ormai radicata, no. Per quella non esiste rimedio alcuno.


L’altra cosa che urta il mio animo è la violenza verbale, anch’essa, figlia di quella stessa ignoranza che non sa confrontarsi con altri esseri umani.

Persone che percepiscono i fatti in maniera diversa dal loro punto di vista, che giustamente hanno idee e convinzioni opposte o contrarie e che per questa sola ragione vengono insultate, derise, messe alla gogna.


Odio la violenza verbale, non la tollero, non la pratico, la rinnego e la combatto come posso.


Pro vax, no vax, pro green pass, no green Pass.


Una guerra tra poveri.


Una contrapposizione che distoglie l’attenzione da questioni sempre più urgenti, impellenti, vitali.
Mi piacerebbe aprire i miei social e vedere che le persone si infervorano in questo modo su altri fondamentali problemi:
“ i negati diritti fondamentali dell’uomo, le discriminazioni, la violenza sulle donne, la prevaricazione del più forte esercitata verso il più debole, la situazione drammatica in Afganistan, le guerre religiose, politiche, la lotta ai poteri forti, le brutali dittature, le barriere architettoniche, le disparità di genere. Per non parlare poi dei cambiamenti climatici, della minaccia ormai appurata e comprovata alla biodiversità, dello stato febbricitante che vive la nostra Terra sfruttata da tutti noi, sulla quale non siamo più ospiti ma parassiti.


Non mi sono mai illuso che questa pandemia ci avrebbe reso persone più unite, più empatiche, maggiormente coese, la storia, anche quella recente me lo ha insegnato, ma, tutta questa energia sprecata, tutto questo insano odio che ci contrappone è troppo da digerire. Lo è per me. Per voi proprio non so!

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L’umiltà non fa mai rumore

Camminavo con mia nonna, quando all’improvviso si arrestò ad una curva e dopo un breve silenzio mi domandò: “Oltre al canto dei passeri, senti qualcos’altro?”.

Aguzzai le orecchie e dopo alcuni secondi gli risposi: “Il rumore di un carretto”.

“Giusto – mi disse –. È un carretto vuoto”.

Io gli domandai: “Come fai a sapere che si tratta di un carretto vuoto se non lo hai ancora visto?”.

Mi rispose: “E’ facile capire quando un carretto è vuoto, dal momento che quanto più è vuoto, tanto più fa rumore”.

Divenni adulto e anche oggi quando vedo una persona che parla troppo, interrompe la conversazione degli altri, è invadente, si vanta delle doti che pensa di avere, è prepotente e pensa di poter fare a meno degli altri, ho l’impressione di ascoltare la voce di mia nonna che dice:

“Quanto più il carretto è vuoto, tanto più fa rumore.

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